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10 trucchi per calmare la crisi di rabbia dei bambini

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31 Gen

10 trucchi per calmare la crisi di rabbia dei bambini

Crisi isteriche dei bambini: quando preoccuparsi?

Lo sbaglio più comune che compiamo tentando di calmare un bambino arrabbiato, è quello di dare una spiegazione razionale alle sua emozione, di disquisire sul perché non dovrebbe provala, o ancora peggio, sgridarlo tentando di farlo smettere. Queste soluzioni si rivelano inutili e potrebbero diventare un’arma a doppio taglio. Sarà capitato anche a voi di assistere ad una crisi isterica vera e propria, tanto estrema da indurvi a preoccuparvi.

Bisogna, quindi, preoccuparsi?

Dipende. Quasi sempre no.

Ciò di cui tuo figlio ha bisogno nel momento in cui esprime rabbia o frustrazione è, di fatto la tua vicinanza, la tua empatia, la tua efficacia nel fornirli un appiglio per uscire da uno stato emotivo che non riesce più a gestire… 

Qui di seguito troverai 10 consigli pratici per sedare gli attacchi di rabbia e gestire le crisi estreme

 

Bambini arrabbiati e capricciosi?

10 trucchi per sopravvivere alle loro crisi isteriche

 

Crisi isteriche dei bambini

10 trucchi per calmare la rabbia dei bambini

 

Dover affrontare una crisi di rabbia improvvisa, può trasformarsi in un’occasione per avvicinarti al tuo figlio e imparare un nuovo modo di comunicare con lui.

Razionalizzare sulle emozioni dei bambini, o peggio ancora sminuirle, è spesso una soluzione poco efficace, in quanto, effettivamente, non è ciò che tuo figlio ti sta chiedendo.

Riflettendoci su: con che diritto possiamo noi genitori affermare che le emozioni dei nostri figli siano inadeguate, se non inaccettabili? Basta fare anche solo un piccolo sforzo empatico per capire che, dal loro punto di vista, la rabbia provata in quel momento non solo è lecita, ma rappresenta pienamente il loro stato d’animo.

 

Questi 10 suggerimenti potrebbero essere estremamente utili:

1. TORNA PICCOLA E PENSA CON LA “TESTA DA BAMBINA”

Quando accolgo i bambini nel mio Atelier per aiutarli a scegliere il loro Mostro113, dimentico di essere un’adulta, mi abbasso alla loro altezza, li guardo con attenzione, e ascolto i loro racconti senza filtrigiudizio. Questo atteggiamento mi permette di sentire empaticamente l’emozione che mi stanno comunicando.

Se la conosci, la eviti. O almeno la smorzi!

Un primo passo è stato compiuto: dare un nome o una forma a questa emozione, così difficile da gestire. Questo passaggio è già molto rassicurante. Suggerire un espediente per controllare, almeno in parte, tale emozione (o paura) può aiutare i bambini a sentire di aver ripreso, almeno in parte, il controllo delle loro sensazioni.

2. INSEGNALI UN “TRUCCO” PER CALMARSI

Nell’immediata emergenza, puoi utilizzare alcuni espedienti per aiutare tuo figlio a fermarsi quel tanto che basta a evitare di andare in una crisi di rabbia:

contare fino a 10, respirare profondamente, annusare un fazzolettino profumato, spruzzare uno spray prodigioso nella stanza o ripetere una formula magica (io ho creato, per esempio, lo Spray Antiapaura e il Profumo dei Bei Sogni, entrambi con oli essenziali ECCO LE RICETTE

Piccoli stratagemmi che aiutano a crescere

Nel bambino non si è ancora maturata una netta separazione tra esperienza reale e immaginario fantastico. Sfruttare la loro capacità di vagare con la fantasia per spiegare ciò che accade fuori e dentro di sé, può ispirarti soluzioni creative che non avresti mai preso in considerazione. È oltretutto un modo divertente per avvicinarti a tuo figlio e al suo modo di vedere il mondo. La rabbia e frustrazione diminuiranno quel poco che basta a rendere più gestibile il momento di crisi.

3. SPINGILO A COMPIERE PICCOLI PASSI OGNI GIORNO

Ho notato che assegnare compiti man mano più impegnativi a mio figlio Sebastiano, fa sì che la sua fiducia cresca giornalmente e che lui si senta più maturo, notando anche da solo i progressi emotivi che la crescita gli regala. Così lo incoraggio ad impegnarsi, ad affrontare da solo piccole sfide. È capitato che si opponesse, ma con un po’ di insistenza riesco convincerlo a tentare l’impresa e alla fine mi ringrazia e mi confessa di sentirsi più forte e coraggioso. Spesso mi chiede di rifarlo ben prima che io glielo proponga.

Sentirsi in grado di superare i suoi limiti lo incoraggia a farlo anche con le emozioni che non riesce a controllare.

Vivere qualche esperienza sfidante assieme a te, può dare a tuo figlio quel tanto di fiducia e sicurezza che lo incoraggia a fare qualcosa di concreto per affrontare la sua difficoltà.

4. MOSTRATI CALMA E CENTRATA

A volte è difficile rimanere calmi di fronte all’ennesima crisi. Potremmo essere stanchi, dopo una lunga giornata di lavoro. Trovarsi ad affrontare le scenate di un bambino che diventa paonazzo, grida a squarcia gola e capricci (ovviamente in mezzo alla folla) fino a perdere il respiro non è certo facile!

Non perdere tua la testa, non arrabbiarti a tua volta

Per quanto possa essere comprensibilmente difficile, mantenere la calma e un approccio amorevole, affrontando la situazione con ferma sicurezza è, oltre che un esempio di comportamento corretto da insegnare a tuo figlio, il modo più efficace per rassicurarlo e aiutarlo concretamente a ridimensionare la sua rabbia. Se ci arrabbiamo è molto probabile che la crisi duri più a lungo e viri verso lidi che non vorremmo affrontare…

5. TROVATE UNA SOLUZIONE CHE PIACCIA A ENTRAMBI

Piuttosto che barricarti nelle tue ragioni o cedere a ogni sua richiesta, trovate un equilibrio che tenga in considerazione entrambi i punti di vista. Potete discuterne anche in un momento di calma, non necessariamente durante la “crisi”, ma cercate di dar peso alle opinioni di entrambi.

Il compromesso è più efficace dello scontro

Ascoltare le sue spiegazioni non significa alimentare la sua rabbia. Fermo restando che lo scopo debba restare quello di aiutarlo a superare la difficoltà, un approccio che cerchi una risoluzione, accettando qualche compromesso, può essere la giusta chiave. Per fare un esempio concreto: è infuriato perché il fratellino usa i suoi giochi? Sceglietene assieme 3 che siano solo suoi e insegnate al fratellino a non usarli senza chiedere. Allo stesso modo, insegnate al figlio maggiore a condividere qualcosa di suo.

I miei Mostri113 sono uno degli strumenti che potreste scegliere di usare per incoraggiarlo a sfidare le crisi di rabbia. Ne esiste uno specifico: il Mangiarabbia

6. PROVA AD “IGNORARLO”

Se tutti i tentativi fatti non hanno ottenuto altro che un incremento della rabbia, prova ad ignorarlo. Attenzione, questo non significa abbandonarlo in preda a se stesso, ma ridimensionare la situazione. A volte il bambino ha bisogno di un break, di un momento di calma, di silenzio e riflessione per calmarsi da solo.

Calmarlo non è compito tuo!

Il tuo compito è quello di fornirgli un appiglio, affinché impari a calmarsi da solo. E in mezzo ad una crisi di rabbia o ad un capriccio trovare un appiglio è piuttosto difficile. Create un break, per quanto breve, che lo aiuti.

7. SPIEGA BREVEMENTE MA TENACEMENTE LE TUE RAGIONI

Se ritieni che la sua reazione sia inaccettabile (e a volte lo è, può anche solo trattarsi di un semplice capriccio ai fini di ottenere qualcosa che non volete concedergli) glielo devi dire nel modo più breve ed efficace possibile.

Distingui la rabbia motivata dal capriccio!

Ricorda che i bambini sono molto bravi ad usare le situazioni per ottenere ciò che desiderano. Il punto è che non sempre ciò che desiderano è un bisogno al quale dovete provvedere. Chi ha mai detto che tutto ciò che ti viene richiesto debba essere ottenuto? Distingui i bisogni dai desideri e scegli con saggezza quali ascoltare e a quali dire di no.

8. RESTA FERMA SULLA TUA DECISIONE

Il peggior errore che puoi fare è quello di soddisfare un capriccio perché desideri interrompere la crisi. Potresti anche ottenere lo scopo, ma sii consapevole che i bambini imparano subito a reiterare un comportamento che ottiene il risultato sperato.

Non cedere per stanchezza. NON SENTIRTI IN COLPA!!!

Se hai stabilito che la crisi di rabbia è stata scatenata da un capriccio o un desiderio che non vuoi appagare, devi dire saldamente di NO e mantenere la posizione. Di fatto è molto probabile che questo atto porti il bambino a scatenarsi ancora di più: ripeti le “tecniche” spiegate sopra senza cedere al suo capriccio. E, mi raccomando, non cedere al senso di colpa!

9. NON SPAVENTARTI: NESSUN BAMBINO MUORE DI RABBIA

Alcune crisi sembrano davvero strazianti: il bambino diventa paonazzo, non respira, può anche sbattere la testa sul pavimento o contro il muro. Se contenuto adeguatamente con un semplice abbraccio non corre alcun rischio per la sua salute

Impedisci al bambino di fare o farsi male e di rompere gli oggetti

Quando le crisi sono forti, è fondamentale che conteniate il bambino nella sua manifestazione, impedendogli con un fermo abbraccio di fare e farsi male. Parla poco, dicendogli molto semplicemente che non è concesso rompere i giochi o fare male agli altri o a se stessi. Il contenimento è fondamentale e questo prolungato abbraccio lo aiuterà a sentirsi contenuto, accettato e amato. È però importante che anche il messaggio di non violenza passi altrettanto chiaramente.

10. SII UN BUON ESEMPIO

Sapete benissimo che i tuoi comportamenti sono molto più importanti di mille parole: mostra tu stessa di essere in grado di gestire la tua rabbia e ricordati sempre che sei “sotto osservazione”.

Non evitare i sentimenti “negativi”

Non giudicare le emozioni, nemmeno le tue: ricorda che la rabbia è un’emozione concessa anche a te, sempre in termini costruttivi. Evitando di giudicare le tue reazioni, aiuterai il tuo bambino a non giudicare le sue e a sentirsi accettato anche quando è meno amabile.


AFFRONTARE LE EMOZIONI DI TUO FIGLIO, COMUNICARE CON LUI PER TROVARE NUOVE SOLUZIONI POTREBBE RIVELARSI PIÙ INTERESSANTE CHE FATICOSO!


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1 Comment

  • M D R
    1 Febbraio 2019 at 6:01

    Molto più intelligente e sensato di qualsiasi cosa io abbia letto a riguardo scritta da titolatissimi dotti professionisti della psicologia. Non ti chiedo se sei sicura di non aver sbagliato mestiere perchè di mostriciattolaie ce n’è una sola e sei tu, però se avessi figli li porterei da te

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